lunedì 6 settembre 2010
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PEOPLE - A. Bonforti
     
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  Alessandro Bonforti (ceramista e scultore)  

Romano di nascita già dal 55’, ma non di origine, (Sicilia e Grecia, Mediterraneo comunque), figlio e nipote di ferrovieri e anch’egli dedito alle attività di “tempo binario”, ama da sempre l’arte figurativa in tutte le sue espressioni ed avrebbe voluto anche studiarla organicamente. Non ci riesce, dedicando invece una buona parte del proprio tempo (ancora oggi) a studi e professioni giuridico amministrative e tecnico gestionali. Insiste però, e dopo e continuando anche, la frequentazione di tutte le mostre d’Arte possibili d’Italia e di porzioni del Mondo (gli piace molto viaggiare), riesce finalmente nel 1999 a dedicarsi ad uno studio più organico del disegno frequentando per due anni nella Scuola Romana dei Fumetti i corsi di nudo ed illustrazione, con per insegnanti alcuni dei bravissimi disegnatori della “Casa Editrice Bonelli”. Nel ’2003 e per due anni, partecipa alle “sessioni” di disegno veloce dal vivo dell’artista americana Wendy Artin. Inizia poi il periodo “danese” ancora in corso, nel quale dopo aver appreso dall’artista Maura Bertoldi, il gusto e le basi tecniche della modellazione su ceramica cotta a Raku, le perfeziona alla “Kunsthøjskolen”, scuola superiore d’arte danese ad Holbaek vicino Copenaghen, dove frequenta per vari anni i corsi internazionali estivi. Le artiste ceramiste Sandra Davolio, Lise D. Hansen ed Alikka G. Petersen  sono le sue insegnanti. Ultimamente ha seguito nuove strade di sperimentazione, sempre nel campo della ceramica, seguendo i corsi del Maestro faentino Giovanni Cimatti. Le mostre a cui ha partecipato non sono al momento molte (ma ha promesso di spendersi maggiormente): una collettiva di “MosTrAV” presso i locali della ex birreria Peroni a Roma nel 2002; una personale presso il “Politecnico Fandango” a Roma nel 2005; una collettiva presso l’associazione “Lunadigiorno” a Roma nel 2006, durante la quale è stato anche rappresentato un suo lavoro teatrale “Itakende”; una collettiva questo anno, alla Kunsthøjskolen in Danimarca.

    
  La sua arte  

Presentazione di Giuliana Paolucci - scenografa - Accademia delle Belle Arti di Roma

 "Relitti combusti, appena usciti dal cratere di un vulcano, da un esplosione nucleare, da una pioggia acida. Pezzi, rottami, anneriti dal fumo di chissà quale ancestrale morte e chissà quale ancestrale nascita. Meccanismi, marchingegni, tubi sfaldati, bulloni, viti arrugginite… Ma ad uno sguardo più attento si colgono materiali affascinanti come la creta, ossidi iridescenti, fili di rame e smalti con bellissime sfumature. Cosa balenava nella testa del suo autore? schizofrenia, incubi che urlano per uscire ed essere così esorcizzati, attrazione per la civiltà tecnologica e i suoi prodotti? o forse brandelli di visioni di mondi sconosciuti o troppo noti? E' come se quest'attrazione convivesse contemporaneamente con la coscienza della fine, con la coscienza dell'incapacità della tecnologia di dare carne al desiderio dell'uomo. In qualche modo emerge il fascino per ciò che è ritrovato, rinvenuto, come un eco lontano. Forse si può rintracciare in tutto questo una poetica: "la poetica del relitto" da relictum latino col significato di qualcosa che è stato abbandonato, lasciato da solo. L'opera di Bonforti può suscitare sgomento perché fa immaginare una catastrofe che abbia preceduto l'andare alla deriva di questi pezzi o il loro non appartenere ad un insieme per noi significativo. Ma poi forme familiari o nessi conosciuti ci tranquillizzano e ci spingono oltre la nostra capacità di rappresentazione, nella categoria appunto della visione."

    
  NEWS  

PER INFO SULLA SUA ESPOSIZIONE DEL 6 E 7 MARZO 2010 "FRECCE ROSSE DEL MITO" PRESSO LA SALA ALBATROS DEL CAFI, VAI SUL SITO PERSONALE DI ALESSANDRO BONFORTI CLICCANDO SULL'ICONA SOTTOSTANTE!

    
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sito di Sandro Bonforti
    
  Alcune delle sue opere  
attesa
    
femmina aikido
maori sfondo oro
pallade
viola antica